Egregio Direttore,
i Rappresentanti degli studenti della lista Progetto Ingegneria vorrebbero contribuire alla discussione che in queste settimane si sta sviluppando intorno al progetto che ha vinto il concorso bandito per sostituire la pensilina in acciaio in Piazza Rovetta.
Come lista universitaria, ci vorremmo concentrare naturalmente sulla destinazione d’uso del cosiddetto “cubo bianco”. Il progetto prevede infatti la costruzione su più livelli di una sala di lettura, di un infopoint, degli uffici del Distretto Urbano del Commercio e di uno spazio espositivo coperto. La volontà di rivitalizzare questa area della città attraverso la creazione di un’aula studio è stata giudicata positivamente da tutte le forze politiche e dai numerosi cittadini bresciani che si sono espressi in questi giorni. Dalla lettura dei diversi e interessanti interventi apparsi sui quotidiani locali e sui blog, abbiamo notato curiosamente che non vi è traccia dell’ opinione degli studenti universitari bresciani, cioè dei fruitori dell’edificio di cui si sta parlando. Allora abbiamo provato a riflettere sui motivi di tale assenza, non certo dovuta alla disattenzione degli studenti.
Una spiegazione di ciò si può ritrovare nella richiesta principale a cui risponde il concorso bandito dal Comune: il riempimento di un vuoto urbano. Ci pare infatti dalle stesse dichiarazioni degli amministratori comunali che tale intervento nasca soprattutto da esigenze di carattere politico e simbolico, alla luce della dibattuta vicenda della pensilina in acciaio dell’architetto Lombardi. E d’altra parte non si può parlare di ridisegno urbanistico della piazza, in quanto, secondo le dichiarazioni dell’architetto stesso, non è stato richiesto un recupero urbano del luogo e la nuova struttura è da concepire come una scultura. Perciò è evidente che, per quanto detto, la volontà di creare nuovi spazi per gli studenti abbia assunto un’importanza secondaria e si potrebbe affermare quasi strumentale.
Noi riteniamo, invece, che la questione delle strutture e dei servizi per gli studenti universitari debba essere centrale nella discussione pubblica della nostra città. Perciò non possiamo che vedere positivamente che il Comune di Brescia voglia realizzare una “Students area", così come l’ha definita l’Assessore Mario Labolani, in quanto accoglie le richieste dello scorso Consiglio Rappresentativo degli Studenti da cui era partita la questione delle aule studio. Essa effettivamente risponde alla crescente domanda di posti nelle sale di lettura, che si registra soprattutto durante il fine settimana e di sera, quando le strutture universitarie sono chiuse.
A tal proposito, l’analisi dell’unica aula studio comunale oggi esistente può fornire molti spunti su cui poter ragionare : la sala di lettura Cavallerizza di via Cairoli risulta essere molto apprezzata, e sempre più sfruttata, anche grazie allo sforzo profuso dall’Amministrazione Comunale che ha potenziato gli orari di apertura.
Tuttavia essa necessiterebbe di importanti interventi di sistemazione e ammodernamento consistenti in: connessione wi-fi, possibilità di allacciare alla rete elettrica i computer portatili, sfruttamento ottimale degli spazi, sistemazione dei servizi igienici, ripulitura delle pareti. Per quanto riguarda l’uso della sala nelle ore serali della settimana, si registra uno scarso utilizzo in quanto probabilmente viene preferita l’aula studio dell’Isu, situata nel campus a nord della città. Questo dato, secondo noi, è molto indicativo: pur essendo la Cavallerizza facilmente accessibile di sera (in quanto si possono trovare molti posti per l’automobile sul ring e in viale Italia), è sotto utilizzata. Di conseguenza è inevitabile chiedersi quale possa essere la fruizione, soprattutto di sera, dell’aula studio che si vuole realizzare in piazza Rovetta, ancor meno accessibile con l’automobile. Certamente si dovrebbe considerare favorevole la vicinanza con la stazione Vittoria del Metrobus, che sarà in funzione probabilmente nel momento in cui verrà realizzato “il cubo bianco” e che avrà però nelle ore serali presumibilmente una bassa frequenza di corse.
Quindi risulta molto difficile prevedere che la sola presenza di questo spazio per gli studenti sia in grado di rivitalizzare una zona che oggi non è per niente frequentata dai giovani bresciani, non solo per motivi di sicurezza, ma per l’assenza di bar, ristoranti e locali.
A questo punto emerge un tema strettamente connesso con la questione che si sta affrontando e sempre più all’ordine del giorno nel nostro centro storico che si sta gradualmente svuotando: ci chiediamo come l’Amministrazione Comunale intenda conciliare la presenza di un centro di ritrovo per i giovani, grazie al quale si vuole incentivare la nascita di bar e locali annessi, e le esigenze di pace e tranquillità dei residenti, che hanno mostrato in questi anni poca tolleranza al rumore che inevitabilmente si genera in queste situazioni. E d’altra parte il desiderio pienamente condivisibile di rendere Brescia una città universitaria di stampo europeo stride con la decisione di due anni fa di togliere le panchine proprio da piazza Rovetta.
Infine, leggendo in più articoli apparsi sui giornali le dichiarazioni del Sindaco Paroli in merito al futuro campus universitario nella caserma Randaccio, esprimiamo all’Amministrazione Comunale l’auspicio che gli studenti universitari bresciani, anche attraverso i loro rappresentanti nelle diverse Facoltà, possano partecipare ad un dibattito che sia in grado di coinvolgerli attivamente e in cui possano portare le loro proposte ed esprimere le loro reali necessità.
Invio tale lettera a nome della lista Progetto Ingegneria della Facoltà di Ingegneria di Brescia.
Il sottoscritto è Rappresentante degli Studenti in Consiglio di Facoltà.
Marco Baiguera